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 CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima

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MessaggioTitolo: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 09:44

CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima

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L'acceleratore di particelle LHC del CERN tornerà in attività la prossima settimana, dopo una pausa di due mesi. La sua potenza sarà portata a complessivamente 7 teraelettronvolt (TeV), un'energia ben superiore al primato mondiale di 1,18 TeV raggiunto il 30 novembre scorso, indica il direttore del centro di ricerche Rolf-Dieter Heuer in un'intervista pubblicata oggi da "Tribune de Genève" e "24 heures".

Le sperimentazioni condotte a fine 2009 hanno consentito di registrare più di 50'000 "avvenimenti", già sfociati in due pubblicazioni scientifiche, rileva il ricercatore. Dalla prossima settimana l'energia dell'acceleratore sarà portata a 7 TeV, la metà del potenziale del LHC. Tale capacità sarà mantenuta fino all'autunno del 2011, "allo scopo di accumulare un numero sufficiente di avvenimenti e di effettuare le prime scoperte quest'anno o l'anno prossimo, se la natura si mostra generosa".

Grazie all'acceleratore europeo, i ricercatori vogliono esplorare aspetti sconosciuti della materia, per modellare in futuro una "nuova fisica", come la definisce Heuer. Secondo il direttore dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare (CERN) sarà tuttavia necessario costruire un nuovo acceleratore, "che consentirà di completare l'immagine fornita dal LHC".

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/02/19/visualizza_new.html_1705438799.html?idPhoto=1
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 09:45

(ANSA) - GINEVRA, 19 FEB - Il super-acceleratore di particelle del Cern ripartira' la settimana prossima e restera' in funzione per un periodo record, 18-24 mesi. Si trattera' della 'piu' lunga fase di funzionamento di un acceleratore di tutta la storia del Cern' di Ginevra', spiega il direttore degli acceleratori del Cern Steve Myers. L'Lhc funzionera' ad un'energia di collisione di 7 Tev (3.500 miliardi di elettronvolt per fascio di particelle). Poi un lungo periodo di pausa.
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 09:47

Cosa è e come funziona l’acceleratore LHC

CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima LHC-sim

LHC (“Large Hadron Collider” letteralmente “Grande Collisore Di Adroni”) è un acceleratore di particelle che si trova a Ginevra Presso il CERN in Svizzera ed è il più grande acceleratore di particelle costruito al mondo; progettato per collisioni fra protoni e ioni pesanti (chiamati anche adroni). È composto da oltre 1600 magneti superconduttori raffreddati alla temperatura di 1,9K (-271,25 °C quasi lo zero assoluto!!!) da elio liquido superfluido (un particolare stato fisico della materia) che ne aumenta la conducibilità.
Il funzionamento consiste in questo: accelerare due fasci di particelle che circoleranno in direzioni opposte, ciascuno contenuto in un tubo vuoto che collideranno in quattro punti lungo l’orbita, in corrispondenza di antri nelle quali il tunnel si allarga per lasciare spazio a grandi sale sperimentali. In queste stazioni vi sono i quattro principali esperimenti di fisica delle particelle: ATLAS (A Toroidal LHC ApparatuS), CMS (Compact Muon Solenoid), LHCb ed ALICE (A Large Ion Collider Experiment). Si tratta di enormi apparati costituiti da numerosi rivelatori che utilizzano tecnologie diverse e opereranno intorno al punto in cui i fasci collidono. Nelle collisioni saranno prodotte, grazie alla trasformazione di una parte dell’altissima energia in massa, numerosissime particelle che attraverseranno i rivelatori dove ne saranno misurate le proprietà. In più ci sono altri due rivelatori minori che sono LHCf con lo scopo di simulare i raggi cosmici e TOTEM che dovrà misurare il comportamento del protone e la sua grandezza.
Ecco i loro obiettivi:
- CMS: Compact Muon Solenoid, andrà a caccia del bosone di Higgs, la particella in grado di far aggregare tutte le altre particelle e dalla quale dipende la massa. Inoltre cercherà di spiegare perché la materia ha finito con il prevalere sull’antimateria e indagherà sulla materia oscura. E’ un gigantesco rivelatore che contiene il più grande solenoide del mondo, pesante 12.500 tonnellate.
- ATLAS: A Toroidal Lhc Apparatus, alto come un palazzo di cinque piani, è il più importante rivelatore dell’Lhc. Oltre a dare la caccia a bosone di Higgs, materia oscura e antimateria, cercherà di verificare se in realtà le forze della natura sono una sola, se esistono superparticelle (o particelle ombra di quelle previste dalla fisica attuale) e se esistono anche nuovi mattoni della materia e nuove forze.
- ALICE: A Large Ion Collider Experiment, è un apparato alto 16 metri e lungo 20 che studia collisioni fra nuclei di piombo anziché fra protoni. E’ qui che i fisici sperano di riuscire a ricreare il plasma di particelle (quark e gluoni), ossia lo stato della materia esistito per pochi miliardesimi di secondo subito dopo il Big Bang.
- LHCb: Large Hadron Collider beauty, cercherà di capire che cosa è successo fra materia e antimateria subito dopo il Big Bang grazie ai suoi 435 metri quadrati di rivelatori.


Ultima modifica di THE CROW il Dom 21 Feb 2010, 10:17 - modificato 1 volta.
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 09:49

Le Principali Finalità Scientifiche


Lo scopo per cui è stato costruito l’acceleratore LHC è quello di scoprire i segreti del Big Bang rispondendo a queste domande:
Qual è l’origine della massa? In particolare, esiste il bosone di Higgs, particella prevista nel Modello Standard per dare origine alle masse delle particelle?
Qual è l’origine della massa dei barioni? Generando del plasma di quark e gluoni si verificherà l’origine non-perturbativa di una larga frazione della massa dell’universo?
Perché le particelle elementari presentano masse diverse? In altri termini, le particelle interagiscono con il campo di Higgs?
Sappiamo ora che il 95% della massa dell’universo è costituita da materia diversa da quella ordinaria. Di che si tratta? In altre parole, cosa sono la materia oscura e l’energia oscura?
Esistono le particelle supersimmetriche (SUSY)?
Esistono altre dimensioni oltre alle tre spaziali e quella temporale, come previste da vari modelli di teoria delle stringhe?
Quali sono le caratteristiche della violazione di CP che possono spiegare l’asimmetria tra materia e antimateria, cioè la quasi assenza di antimateria nell’universo?

I rischi che potrebbe produrre l’acceleratore LHC
Secondo alcuni l’LHC potrebbe causare la distruzione della Terra. Secondo questi il CERN potrebbe:
Creare un buco nero stabile
Creare strangelet, composti fatti da quark strange, che convertono la materia ordinaria in materia strana
Creare monopoli magnetici che potrebbero catalizzare il decadimento dei protoni
Pericolo buchi neri
Per quanto riguarda i buchi neri, essi non sarebbero una minaccia perché:
evaporerebbero in 10-27 secondi a causa della radiazione di Hawking,
se non evaporassero, questo vorrebbe dire che la meccanica quantistica è errata e ciò è altamente improbabile;
pur ammettendo che alcuni mini buchi neri potessero non riuscire a raggiungere la velocità di fuga terrestre, il CERN sostiene che, anche se non evaporassero, i mini buchi neri ci metterebbero tempi enormi (dell’ordine di 1011 anni) per inghiottire la Terra (si pensi che un mini buco nero divorerebbe la materia così lentamente che per divorare un milligrammo di materia ci vorrebbe più dell’età dell’universo) ;
inoltre se i buchi neri prodotti dal LHC fossero una minaccia, allora le stelle di neutroni vivrebbero al massimo 100 milioni di anni. Sono state osservate invece stelle di neutroni con più di un miliardo di anni di età. Dunque la probabilità che venga distrutta la Terra è molto bassa, all’incirca 1 su 1022.
CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima 153309main_hidden_blackhole_lg
Per quanto riguarda gli strangelet (stati legati contenenti quark di tipo “strano” o “strange”) non sarebbero una minaccia perché:
è improbabile che gli strangelet creatisi siano carichi negativamente (poiché il numero di quark strange è minore del numero di quark down e di quark up);
pur ammettendo che si potessero creare all’LHC alcuni strangelet abbastanza lenti da non rompersi e che siano quindi liberi di crescere, non sarebbero una minaccia perché:
se i raggi cosmici generassero strangelet lenti e intrappolati nel campo magnetico galattico, finirebbero in nuvole di gas e dentro le stelle. Le frequenze di esplosioni simili a quelle delle stelle di neutroni lo smentiscono;
man mano che cresce la densità di energia, diminuisce la probabilità che si generino strangelet, dunque non si potrebbero generare all’LHC.

CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima >w=452&h=360
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 09:55



Per quanto riguarda i monopoli magnetici non sarebbero una minaccia perché:

  • la Terra viene costantemente colpita da raggi cosmici di energia anche enormemente superiore a quella dei fasci di LHC, senza che ciò causi alcun danno.
  • Lo stesso per il decadimento del falso vuoto (ramo della meccanica quantistica ma che in termini terrestri sarebbe “Vuoto Assoluto”) .



CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Magnetosphere_rendition


Il CERN, dopo accurati studi teoriciha ribadito le conclusioni di una valutazione già fatta secondo la quale non sussistono alcuni di questi pericoli.

Curiosità

  • Sul sito web del CERN è stata messa a disposizione in 1589 pagine e 115 megabyte la documentazione completariguardo gli esperimenti e l’intera struttura dell’anello e dei rilevatori posizionati al suo interno.


  • · L’evento del 10 settembre 2008 è stato trasmesso in diretta via Internet dal Live Webcast del CERN e diffuso attraverso molti network europei.



  • L’Imperial College di Londra ha messo a disposizione un sito per monitorare in tempo reale l’utilizzo della LCG (Worldwide LHC Computing Grid), la griglia di elaboratori usata per la composizione e analisi dei dati provenienti dagli esperimenti del LHC.

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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 10:00

CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Nif_hohlraum-sketch_big

Dell'impresa della fusione laser ne ho parlato in un paio di occasioni, sia per riferirvi dei suoi inizi, sia della presentazione completa del progetto. Il progetto sta in effetti proseguendo con un certo interesse e iniziano ad arrivare anche i primi comunicati della facility. Il primo in assoluto, di cui ha riferitoGianluca Riccio su Futuro Prossimo, ci racconta con non poca soddisfazione da parte dei ricercatori, del raggiungimento di un'energia pari a 1 MJ (megajoule), un'energia che è circa 6 ordini di grandezza superiore rispetto a quella massima dell'LHC.

La rottura della barriera del megajoule ci avvicina di un passo alla fusione (...) e mostra l'universo di opportunità rese possibili da una delle più grandi sfide scientifiche e ingegneristiche dei nostri tempi
dice Thomas D'Agostino amministratore della National Nuclear Security Administration.
In questa occasione, però, ci occuperemo dell'altro comunicato,
Initial NIF experiments meet requirements for fusion ignition.
I primi esperimenti presso il
NIF sembrano incoraggianti: l'esperimento prevede l'uso, come detto negli articoli menzionati in apertura, di 192 fasci laser puntati tutti contro una piccolissima targhetta sferica (delle dimensioni della punta di una matita) costituita da deuterio e trizio, due isotopi dell'idrogeno. L'idea è liberare una quantità di attivare una reazione di fusione come quella che avviene nelle stelle con produzione di energia superiore rispetto a quella necessaria per l'attivazione del laser. La speranza è che il processo sia anche auto-rigenerante.

Le interazioni tra i fasci laser e il plasma della targhetta, detteinterazioni laser-plasma, sono una delle sfide più interessanti per i ricercatori, a causa della tendenza a diffondere i raggi laser e dissipare l'energia. Eppure, durante una serie di test condotti con l'idrogeno e l'elio, i ricercatori del NIF sono stati in grado di utilizzare a loro vantaggio gli effetti dell'interazione laser-plasma: un successo che sembra far ben sperare per quando il NIF inizierà gli esperimenti di fusione veri e propri.
Secondo Brian McGowan:

(...) abbiamo mostrato nel'esperimento che possiamo utilizzare le interazioni laser-plasma per trasferire energia (...)
D'altra parte non sembrano esserci problemi di sicurezza e il centro dell'esperimento, la targhetta chiamata anche hohlraum, sembra decisamente stabile.

Si possono cambiare le lunghezze d'onda dei laser e ottenere una maggiore potenza dove è necessario senza aumentare la potenza dei singoli fasci. In questo modo si può avere il massimo utilizzo dell'energia disponibile nel fascio laser
aggiunge Siegfried Glenzer, a capo del gruppo di fisica del plasma.
A quanto sembra all'interno dell'hohlraum si è generata una sorta di griglia che ha generato delle guide di raggi-X simmetriche. Secondo Glenzer le grigle agiscono come piccoli prismi, reindirizzando l'energia dei fasci laser proprio come i prismi reindirizzano la luce in base alla sua lunghezza d'onda.
Glenzer ha attribuito l'effetto alle dimensioni degli hohlraum usati nei test, che pur se leggermente più piccoli rispetto a quelli del NIF, sono due volte più larghi di quelli utilizzati in una precedente facility, ICF.
La tecnica della modifica delle lunghezze d'onda di alcuni fasci per meglio controllare la potenza è stata perfezionata attraverso alcuni modelli tridimensionali sviluppati all'interno del NIF: tra l'altro la bontà della tecnica è stata verificata in uno degli ultimi esperimenti in cui una disposizione asimmetrica è stata modificata in questo modo in una a simmetria sferica.
Prima dello sviluppo di questa tecnica, l'unico modo per modificare l'energia dei laser era convertirli in raggi-X, che però riscaldano l'involucro esterno della traghetta, causando la compressione del carburante all'interno della capsula.
Ora, tra il raggiungimento del megajoule e la risoluzione di questi problemi tecnici, che tra l'altro sembrano prospettare la possibilità di studiare della nuova fisica anche in questa facility, la fusione laser sembra di un altro passo più vicina.


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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 10:02


CERN/ Energie mai viste: ecco come inseguiamo le particelle esotiche

Dallo scorso novembre è ritornato grande entusiasmo nei laboratori del grande acceleratore al CERN di Ginevra. È stato finalmente riparato il guasto che aveva bloccato il Large Hadron Collider (LHC) nel settembre 2008 e, nelle ultime settimane del 2009, i ricercatori hanno cominciato a testare la macchina con le prime collisioni fra protoni. Le collisioni più energetiche finora sono avvenute a 2,36 TeV (2.360 miliardi di elettronvolt), un’energia mai raggiunta in un acceleratore di particelle. Ma LHC può raggiungere energie molto più alte (14 TeV).

Abbiamo chiesto a Marco Delmastro, ricercatore del progetto ATLAS e autore di articoli di divulgazione scientifica sul suo blog (www.borborigmi.org), di aiutarci a fare il punto della situazione.

Uno degli obiettivi di LHC è trovare il famoso bosone di Higgs. Cos’è il bosone di Higgs e perché è così interessante?




I fisici delle particelle hanno sviluppato una solida teoria, chiamata Modello Standard, che descrive molto bene il comportamento dei costituenti fondamentali della materia. Il Modello Standard funziona veramente benissimo e negli anni è stato testato sperimentalmente da ogni lato, rispondendo sempre bene alle prove. Ha solo un piccolo difetto: non prevede che le particelle che descrive abbiano una massa; e non è facile modificare la teoria, senza distruggerne la struttura fondante, inserendo quella massa delle particelle che viene osservata nella realtà. Il meccanismo di Higgs è un'aggiunta al Modello Standard che risolve brillantemente il problema delle masse (o meglio, come preferiscono dire i fisici, della rottura spontanea della simmetria elettrodebole), facendole emergere senza distruggere il resto della teoria.



Oltre al problema delle masse permetterebbe di compiere altre scoperte?



Oltre a risolvere il problema delle masse, il meccanismo prevede l'esistenza di una particella mai osservata fino ad ora, il bosone di Higgs appunto, che potremmo dunque definire come l'effetto collaterale di un'ipotesi fondamentale: scoprirlo significherebbe trovare l'ultimo mattone mancante all'edificio del Modello Standard: da qui tutto l'interesse, e ovviamente la competizione, per esempio con l’acceleratore Tevatron (Usa), ma anche fra diversi rivelatori di LHC.



LHC contiene quattro rivelatori principali (ATLAS, CMS, LHCb e ALICE), disposti lungo il tunnel circolare di 26,7 km che corre fra Svizzera e Francia. Ciascuno di essi costituisce un diverso esperimento. Che cosa viene osservato in ATLAS e in che cosa consiste il suo lavoro all’interno di questo progetto?
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 10:26


Gli scienziati esultano: «Evviva funziona»



CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Lhc16



Si è acceso stamani l'acceleratore più grande del mondo, il Large Hadron Colider (Lhc) del Cern di Ginevra. Hanno preso così il via i quattro esperimenti previsti nel progetto più ambizioso della fisica moderna. Nel suo anello di 27 chilometri da oggi sta scorrendo il primo fascio di protoni e presto avverranno le prime collisioni che promettono di generare particelle sconosciute e capaci di rispondere alle domande più importanti della fisica contemporanea, come quelle sul perché esiste la massa e di che cosa è fatto l'universo.

Un urlo e un lunghissimo applauso. Dopo 20 anni di incredibile lavoro per scienziati provenienti da tutto il mondo il Large Hadron Collider, la macchina acceleratrice di particelle da oltre 2 miliardi di euro ha mosso il primo passo al Cern di Ginevra, dove il gotha dei fisici mondiali, tra cui centinaia di italiani, hanno fatto passare il primo fascio di protoni.

Indietro nel tempo fino al Big Bang.
Lhc consentirà agli scienziati di andare indietro nel tempo fino al Big Bang, la gigantesca esplosione che ha fatto nascere l'Universo 14 miliardi e più di anni fa. Un viaggio a ritroso nella storia della vita per cercare la "particella di Dio", il bosone di Higgs. Con il suo lavoro, Lhc andrà a caccia di quelle particelle che c'erano in quel primo potentissimo respiro del cosmo e che gli scienziati, fino ad ora, non hanno mai potuto vedere ma solo ipotizzare.

Quello di oggi è un test che segna di fatto l'inizio della vita del più grande acceleratore del mondo, costruito per svelare tanti misteri dell'Universo ancora insoluti. Il primo fascio di protoni ha fatto il suo giro di prova passando all'interno di questo gigantesco anello sotterraneo, costruito al Cern di Ginevra, alla prondità di 100 metri quasi sotto la città. Lhc è un anello fatto di tubi e di sofisticatissime macchine che lanciano particelle a velocità inimmaginabili, quello che ci si aspetta da queste tecnologie per la scienza è che fotografino le particelle che c'erano all'inizio dell'Universo.

Il fascio di protoni iniettato oggi nel Large Hadron Collider ha già completato il primo giro dell'acceleratore. E' stato osservato il primo lampo di particelle, mentre il fascio di protoni attraversava il gas residuo presente nel rivelatore di uno dei quattro esperimenti, il Cms. Non si tratta, naturalmente, di una collisione fra protoni perché in questo momento sta circolando un solo fascio, ma è la prima evidenza che tutto sta funzionando bene. Anche il fascio di particelle iniettato in senso antiorario ha completato con successo il giro accompagnato da un altro applauso degli scienziati. Dopo qualche difficoltà che ha comportato un fermo di un'ora, ma poi brillantemente risolta, anche il secondo fascio ha completato il percorso.

«Abbiamo due emozioni: la soddisfazione per aver completato una grande missione e la speranza di grandi scoperte davanti a noi». Così Robert Aymar, direttore generale del Cern di Ginevra, ha commentato il via agli esperimenti del maxi-acceleratore.

La diretta in Italia. L'esperimento è seguito in diretta in Italia, dalla sede centrale di Roma dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare che, da solo, coordina oltre 600 fisici italiani impegnati nella più grande impresa scientifica dei nostri giorni.

«Funziona. Evviva funziona. Quello che volevamo è successo. Volevamo un acceleratore così potente, una macchina che ci facesse leggere la natura e l'universo in un modo più ampio e più preciso, ora ce l'abbiamo», ha detto soddisfatto il presidente dell'Istituto nazionale di
fisica nucleare, Roberto Petronzio, che non nasconde di essere commosso perché «con il test che si è concluso pochi secondi fa Lhc è partito e ci ha detto che funziona».


Il primo «lampo» è stato osservato nell'esperimento Cms quello che ha il compito studiare la cosiddetta particella inafferrabile o bosone di Higgs. «Per il 90% - spiega Petronzio - quella osservata è un'interazione protone-protone avvenuta a bassa energia in quanto le particelle hanno incontrato il gas residuo, fermo all'interno dell'acceleratore». È stato come lanciare il proiettile contro un bersaglio fisso, ossia il gas, all'energia che attualmente si ottiene nell'acceleratore americano Tevatron, attivo presso il Fermilab di Batavia (Chicago) e il più potente oggi al mondo. Energie come quelle ottenute oggi all'Lhc sono state ottenute a bassa energia e in fase di rodaggio ma sono già analoghe a quelle del Tevatron. «Un'energia, quella del Tevatron, che sarà quindi superata nell'Lhc», ha detto Petronzio. Di conseguenza fra circa un anno l'Lhc manderà in pensione l'acceleratore americano.

Maiani: la macchina funziona perfettamente. «È andato tutto benissimo e la macchina funzione perfettamente»: il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) ed ex direttore generale del Cern Luciano Maiani è entusiasta dell'avvio dell'acceleratore. «Tutto è andato molto regolarmente e senza problemi - ha detto da Ginevra - Quello che abbiamo visto oggi sembra molto semplice, ma è il risultato di un lavoro gigantesco fatto in questi anni». Oggi stesso, ha aggiunto, «si prevede di iniettare il secondo fascio in senso antiorario e l'obiettivo è di arrivare a regime nei primi mesi del 2009». Il risultato ottenuto oggi, ha aggiunto, è importantissimo: «È stato dimostrato che l'ottica funziona e che non ci sono discontinuità né problemi quando il fascio attraversa i 27 chilometri dell'acceleratore».

I prossimi passi del super acceleratore. «Il cammino che ci aspetta adesso è lungo», ha osservato il coordinatore di uno dei quattro esperimenti dell'Lhc per l'Italia, Guido Tonelli, della sezione di Pisa dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). Per oggi al Cern si è deciso continuare a far circolare i due fasci in senso orario e antiorario, in alternanza. Solo nei primi giorni della prossima settimana, prosegue, verranno sincronizzati in modo da essere iniettati contemporaneamente: una condizione indispensabile per ottenere le collisioni. Da quel momento, quindi, si potranno ottenere scontri di particelle che per un breve periodo (una o due settimane) avranno un'energia molto bassa. «Collisioni di questo tipo - osserva il fisico - sono state già studiate da tempo, ma saranno comunque utilissime». Solo tra un mese, intorno a metà ottobre, potranno esserci collisioni a energia più alte, passando a cinque TeV. «Allora cominceremo a fare fisica con l'Lhc». Si proseguirà così fino a natale. Quindi nei primi mesi del prossimo anno i magneti verranno «addestrati» a sostenere una corrente molto elevata in vista di portare l'energia al livello massimo previsto nella macchina, pari a sette TeV.
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeDom 21 Feb 2010, 10:28


Lhc in pubblico





Il Large Hadron Collider: un laboratorio alla nuova frontiera dell'energia

Lhc, potente acceleratore di particelle recentemente entrato in funzione al CERN di Ginevra, sarà oggetto della conferenza tenuta dal Prof. Filippo Ceradini dell’Università Roma Tre.

Il CERN e' il Laboratorio Europeo per la ricerca nel campo della fisica delle particelle elementari. La costruzione del Large Hadron Collider al CERN e' stata approvata 15 anni fa e il complesso di acceleratori e' entrato in funzione di recente.Il programma di ricerca e' diretto a verifiche cruciali del Modello Standard delle Interazioni Fondamentali, e a cercare risposte ad alcuni interrogativi che sono diventati via via più intriganti. Il Modello Standard e' una teoria incompleta e varie soluzioni sono state proposte per unificare le interazioni elettro-debole, adronica e gravitazionale. Negli ultimi 15 anni la teoria e' stata sottoposta a verifiche stringenti con esperimenti in diverse linee di ricerca: la fenomenologia descritta dal modello e' risultata auto-consistente, le soluzioni proposte per estendere il modello e per interpretare le recenti osservazioni cosmologiche non sono state né escluse, né verificate. I risultati di molti studi confermano la validità della scelta del LHC per esplorare la nuova frontiera dell’energia.

Al programma scientifico partecipano ricercatori di tutto il mondo che hanno costruito nei loro laboratori, e al CERN, gli strumenti per dare risposta alle molte domande sull’origine della massa delle particelle, sull’unificazione delle interazioni fondamentali, sulla materia oscura, sull’evoluzione di radiazione e materia nei primi istanti dell’Universo. Viene presentato lo stato attuale del LHC, i rivelatori degli esperimenti, le metodologie di misura, e i principali obiettivi del programma di ricerca per cui vi sono grandi aspettative dei fisici delle particelle, e non solo.

L’incontro rientra nell’ambito dell’iniziativa "La Fisica incontra la Città" promossa dal Dipartimento di Fisica ‘Edoardo Amaldi’ di Roma Tre.

Per informazioni:
www.fis.uniroma3.it/fisincitta/
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeLun 22 Feb 2010, 11:31

immaginatevi se qualcosa andasse per il verso sbagliato....non solo avremmo soltanto H.A.A.P ma bensi un buco nero talmente enorme capace di inghiottire l'intero nostro pianeta.....
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MessaggioTitolo: Re: CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeLun 08 Mar 2010, 18:54

Il Capo scienziato del progetto LHC: Il Large Hadron Collider potrebbe rivelare la '"materia Oscura" .

CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Lhc-2_48

La materia oscura, che secondo gli scienziati costituisce circa il 25% dell'universo ma la cui esistenza non è mai stata comprovata, potrebbe essere rilevata dal collisore di androni del Cern, ha detto oggi il capo del centro di ricerca.

Rolf-Dieter Heuer ha dichiarato durante una conferenza stampa che, grazie al grande collisore di particelle voluto per ricreare le condizioni verificatesi durante il "Big Bang", potrebbero emergere prossimamente delle prove dell'esistenza della materia oscura.

"Non sappiamo cosa sia la materia oscura", ha detto Heuer, direttore generale dell'Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare sita nei pressi di Ginevra sul confine tra Svizzera e Francia.

"Il nostro grande collisore di androni (Lhc) potrebbe essere il primo strumento a chiarire cosa sia l'universo oscuro".

"Stiamo permettendo la creazione di una Nuova Fisica, stiamo aprendo le porte a un periodo di nuove scoperte". Gli astronomi e i fisici dicono che solo il 5% dell'universo è al momento oggetto di conoscenza, mentre la restante parte consiste di materia oscura e di energia oscura al momento invisibili, nonostante rappresentino rispettivamente il 25% e il 70% dell'universo.

Lhc, costruito all'interno di un tunnel sotterraneo lungo 27 chilometri tra Francia e Svizzera, è l'esperimento scientifico più grande mai concepito. Gli scienziati del Cern sono ora pronti a procedere con l'accelerazione di particelle creando, grazie a livelli di energia mai raggiunti, condizioni mai create artificialmente in passato e prossime a quelle che - in scala - generarono il Big Bang che ha creato l'universo 13,7 miliardi di anni fa.

fonte www.REUTERS.it
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MessaggioTitolo: LHC di Ginevra: La Consulta in Germania boccia l'ipotesi della fine del mondo .   CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Icon_minitimeMer 10 Mar 2010, 17:42

CERN: acceleratore LHC torna in attività la settimana prossima Antimateria

La Corte costituzionale tedesca non crede che l'acceleratore di particelle del Cern possa provocare la fine del mondo: i giudici di Karlsruhe hanno respinto oggi il ricorso di una donna tedesca che aveva chiesto di bloccare il progetto temendo che il mega impianto sotterraneo di Ginevra possa generare buchi neri capaci di inghiottire il pianeta.

Secondo la piu' alta Corte del Paese, la donna - che vive a Zurigo - non ha ''fornito una giustificazione coerente su come i suoi timori possano realizzarsi'' ed ha confermato il parere negativo gia' dato dal tribunale amministrativo del Nord Reno-Westfalia.

''I pareri scientifici piu' diffusi indicano che gli esperimenti del Cern non rappresentano alcun pericolo'', ha stabilito la Corte costituzionale riferendosi agli esperimenti che gli scienziati dell'Organizzazione europea per la ricerca nucleare stanno effettuando con il Large Hadron Collider (Lhc), cioe' l'acceleratore di particelle piu' grande del mondo.

Da tempo l'Lch, il cui anello si estende per 27 chilometri sotto l'aeroporto di Ginevra, suscita in Germania e all'estero timori di questo genere.

Tanto che nel 2008, come abbiamo riferito a suo tempo qui su Mysterium, un gruppo di eminenti fisici tedeschi aveva sottoscritto un documento per smontare una tesi avanzata di un chimico, Otto Roessler, identica a quella sostenuta dalla donna tedesca residente a Zurigo.

Secondo Roessler, infatti, l'acceleratore potrebbe creare buchi neri in grado di fare scomparire la terra in neanche mezzo secolo.

Una simile teoria dimostra ''un basilare fraintendimento delle teorie di Einstein'', avevano scritto gli esperti di particelle capeggiati da Hermann Nicolai, il direttore dell'Istituto Max Planck di fisica gravitazionale di Potsdam. E' possibile, stando alle piu' moderne teorie della fisica, che l'acceleratore di particelle del Cern possa creare minuscoli buchi neri, ''ma completamente diversi da quelli dello spazio'', aveva spiega inoltre uno dei fisici del Cern, Peter Maettig.

Il Large Hadron Collider, intanto, come abbiamo già annunciato qui a Mysterium, ha ricominciato a lavorare il 28 febbraio dopo una lunga pausa invernale cominciata poco prima di Natale.

fonte www.ANSA.it
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